Non vi è alcuna contraddizione, lode ad Allah, tra l'affermazione secondo cui 'non vi è costrizione nell'accettazione della religione' e il comando di combattere i politeisti. In effetti, combattere i politeisti non ha lo scopo di costringerli a convertirsi all'Islam. Se così fosse, ebrei, cristiani e altri sarebbero stati costretti a convertirsi all'Islam ogni volta che i musulmani li avessero sconfitti e fossero caduti sotto la loro autorità. Ma è risaputo a chiunque abbia anche solo una minima conoscenza della storia dell'Islam che ciò non è mai accaduto, poiché ebrei e cristiani hanno sempre continuato a vivere sotto l'autorità dello stato islamico godendo della propria libertà religiosa.
In realtà, col termine 'combattimento' si intendono due cose:
Combattere coloro che vogliono attaccare i musulmani nei loro territori, diffondendo la miscredenza e i suoi seguaci nelle terre dell'Islam. Questo è il Jihad in difesa dei territori governati dai musulmani, ed è qualcosa che storicamente si è verificato in ogni nazione e stato, a prescindere dalla loro religione, altrimenti non esisterebbero né stati né autorità.
Combattere coloro che impediscono alle persone di abbracciare liberamente la religione di Allah, oppure che vietano ai musulmani di invitare le persone alla religione del loro Signore e di diffondere la Sua luce affinché possa essere vista da chiunque sia alla ricerca di una guida, o ancora coloro che impediscono ai non musulmani di conoscere l'Islam o di entrarvi se lo desiderano. In questo caso si parla di Jihad contro il nemico. Entrambi i tipi di Jihad sono prescritti dagli insegnamenti islamici.
Ibn al-'Arabi al-Maaliki (che Allah abbia misericordia di lui) disse:
..."Le parole di Allah, che Egli sia lodato, '...uccidete questi associatori ovunque li incontriate..." [Sura At-Tawbah 9:5], hanno un significato più ampio e si applicano a qualsiasi politeista, ma la Sunnah precisa che devono essere esclusi coloro a cui si fa riferimento sopra, vale a dire donne, bambini, monaci e persone comuni, come spiegato in precedenza. Rimangono quindi soltanto coloro che sono in guerra contro i musulmani o che si stanno preparando a combatterli e a far loro del male. Pertanto, risulta chiaro che il significato del versetto è: uccidete quei politeisti che vi combattono".
(Ahkaam al-Qur'an, 4/177)
Lo Sheikh al-Islam Ibn Taymiyah (che Allah abbia misericordia di lui) disse:
"Col termine 'combattere' si intende combattere contro coloro che ci impediscono di diffondere l'Islam, come dice Allah, che Egli sia lodato:
Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono.
Corano - 2:190(interpretazione del significato)
(Majmoo' al-Fataawa, 28/354)
Garantire la giustizia e mostrare gentilezza nei confronti di chi non è musulmano e non combatte contro i musulmani
A tal proposito, Allah l'Altissimo dice:
Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione e che non vi hanno scacciato dalle vostre case, poiché Allah ama coloro che si comportano con equità.
Corano - 60:8(interpretazione del significato)
In altre parole, Allah non vi proibisce di essere gentili, di mantenere i legami, di ricambiare i favori e di essere giusti nei confronti dei mushrikin (politeisti), siano essi parenti, conoscenti o estranei, purché non vi combattano a causa della vostra religione o cerchino di cacciarvi dalle vostre case. Quindi, non c'è nulla di male nel mantenere i legami con loro poiché ciò non implica nulla che possa portare a conseguenze negative.
(Tafsir al-Sa'di, p. 856)
L'Islam proibisce l'uccisione dei non musulmani che vivono sotto l'autorità musulmana
È stato narrato da 'Abdullah ibn 'Amr (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Profeta ﷺ (la pace su di lui) disse:
"Chiunque uccida una persona che ha stretto un patto con i musulmani, non sentirà l'odore del Paradiso, anche se il suo profumo si percepisse da una distanza di quarant'anni".
Sahih al-Bukhari, 3166
In questa narrazione si intende colui che ha stretto un patto con i musulmani: tramite il pagamento della jizyah, oppure con un accordo di pace stabilito col sovrano musulmano, o con una garanzia di protezione da parte di un musulmano. (Fath al-Bari di Ibn Hajar, 12:259).
Fonte:
islamqa.info
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islamqa.info
Tradotto da:
Aisha T. Bravi